Lo sport contro la violenza sulle donne: vincere insieme contro il mobbing, lo straining e lo stalking

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(AGENPARL) – Terni, 19 feb 2017 – “Lo sport può essere anche una buona occasione per riflettere insieme su come agire per prevenire i fenomeni di mobbing, straining e stalking messi in atto contro le donne” Lo ha detto il prefetto Francesco Tagliente parlando a margine del suo intervento al convegno “Lo sport contro la violenza sulle donne: Per vincere insieme. Mobbing, Straining e stalking: prevenzione, strategie e soluzioni organizzato a Terni da Carmelo Mandalari presidente del Gs Flames Gold-Iaps in collaborazione con diverse istituzioni, enti, associazioni antiviolenza, sportive e culturali. “Quando si tratta di fenomeni di bullismo tra ragazzi – ha proseguito Tagliente – la conflittualità va gestita puntando sulla educazione, sensibilità e la diffusione della consapevolezza facendo capire che, le libertà individuali devono poter convivere con i contrapposti interessi della collettività. Per contrastare il bullismo c’è bisogno di un lavoro comune tra genitori, insegnanti e ragazzi. Il punto di incontro comune a tutti e tre è la scuola. Nessun percorso di contrasto e lotta al bullismo può funzionare se non c’è interazione tra insegnanti, famiglie e ragazzi. L’area di raccordo è la scuola, ma solo se si condividono almeno alcuni obiettivi comuni. Il primo di questi è lo sviluppo della cultura del dialogo reciproco. Senza questa cultura condivisa non c’è alcuna possibilità di sviluppare la cultura della legalità, e, quindi attuare una efficace attività di contrasto ad ogni forma di violenza, tra cui quella del bullismo”. “Per sviluppare la cultura del dialogo nei giovani – ha proseguito – è fondamentale che anche ‘attori’ esterni alla formazione didattica e all’educazione familiare si interessino al problema. Ma è necessario che i progetti esterni di questi ‘attori’ anche se istituzionali, siano richiesti dal mondo scolastico per evitare che la scuola diventi un progettificio”. I lavori, moderati da Manuela Valloscuro, sono stati aperti dal presidente Carmelo Mandalari organizzatore degli eventi che ha illustrato finalità e tappe del progetto.
Dopo il prefetto Tagliente a preso la parola l’avvocato criminologo Luana Campa. “Dopo aver condotto un’analisi criminologica di questi comportamenti devianti – ha esordito la criminologa – mi sono accorta che essi hanno una base comune: sono tutti l’espressione di una società in cui sono dominanti i valori della prevaricazione e dell’arbitrio del più forte sul più debole, in cui i modelli vincenti sono quelli dell’arroganza e del non rispetto dell’altro. Il Mobbing – ha proseguito la criminologa – è essenzialmente un problema di comunicazione all’interno dell’ambiente di lavoro e come tale il suo trattamento preventivo e risolutivo è di pertinenza esclusiva della Psicologia del Lavoro e dell’Organizzazione. Formazione a tutti i livelli – ha aggiunto – è la parola chiave per risolvere o almeno limitare il problema del Mobbing e dello Straining. E’ fondamentale che i vari professionisti esperti in materia (psicologi, avvocati, medici) lavorino in equipe per garantire la migliore tutela alla vittima. Si rendono indispensabili specifici interventi di sostegno psicoeducativo rivolti all’offender, nonché interventi trattamentali sulle dinamiche relazionali patologiche dell’offender. Sottolineo – ha concluso – la necessità di una sensibilità da parte delle Istituzioni verso questi argomenti. E ‘importante arrivare a una legge nazionale per creare una cultura del rispetto”.
E’ intervenuta poi Cristiana Conti, psicologa dello Sport, membro del Consiglio Direttivo dell’AIPS (Associazione Italiana di Psicologia dello Sport e dell’Esercizio) con una relazione dal titolo ” I contributi della psicologia dello Sport”. La psicologa dello sport ha chiarito che “sono due le direzioni principali della riflessione, relativamente al tema della violenza: lo Sport come spazio e strumento per l’educazione e la condivisione dei valori”. Ha poi sottolineato “l’importanza del coinvolgimento responsabile da parte di tecnici, Società e dirigenti per la creazione di contesti in cui l’esperienza sportiva possa essere un’esperienza positiva educativa”. La psicologa Cristina Conti ha poi affrontato un secondo tema. “Lo Sport come potente strumento di empowerment, inteso come opportunità di rafforzamento personale nei termini di percezione di competenza, consapevolezza e autostima”
Il vice presidente del CONI Umbria, Moreno Rosati, ha premesso al suo intervento il ringraziamento del CONI Umbria per aver organizzato a Terni un importante convegno sul delicato tema della violenza sulle donne, in ambiti e forme diverse, anche nel rapporto con il mondo dello sport. Ha poi sottolineato che “Il CONI, grazie al protocollo d’intesa siglato nel 2013 dal presidente Giovanni Malagò con il Ministro dello Sport, è in prima linea su questo versante consapevole inoltre che troppe atlete nell’età adolescenziale abbandonano l’attività sportiva, favorendo quindi forme di isolamento alla socializzazione”. “È necessario – ha aggiunto il rappresentante del CONI -un maggiore impegno da parte di tutti i soggetti preposti, ad iniziare dalle Istituzioni, affinché anche le donne che operano nei diversi settori dello sport non subiscano più violenze e soprusi dai potentati di turno”.

Via: http://www.agenparl.com/terni-progetto-lo-sport-la-violenza-sulle-donne-tappa-umbria-tagliente-la-scuola-non-diventi-progettificio/

Punto di Ascolto Mobbing Trieste

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