Il Comune di Milano premierà le aziende che tutelano le lavoratrici madri

Palazzo Marino propone un ‘albo dei virtuosi’ con corsia preferenziale per i bandi pubblici. Al vaglio le politiche verso i dipendenti ed extra come orari flessibili e nidi

Una certificazione per le imprese attente alle esigenze delle madri. È il progetto di Palazzo Marino per aiutare le mamme milanesi a conciliare famiglia e lavoro e, dopo l’allarme lanciato da Repubblica, contro i licenziamenti e le discriminazioni al rientro dalla maternità. Comportamenti che spesso portano a demansionamenti e a minacce di licenziamento, se non alle dimissioni, cresciute in un anno del 14 per cento, secondo la Cgil: erano 1.400 nel 2009, sono diventate 1.670 nel 2010. «Vogliamo sostenere in tutti i modi l’occupazione femminile – spiega l’assessore al Lavoro, Cristina Tajani – per evitare che le madri debbano scegliere tra la famiglia e la carriera».

La delibera arriverà in giunta entro i prossimi dieci giorni. Il progetto si chiama “Conciliazione tempi di vita  tempi di lavoro” e prevede che le aziende intraprendano percorsi di certificazione, finanziati da Palazzo Marino, al termine dei quali otterranno un “bollino” che ne attesterà le buone pratiche nei confronti delle dipendenti. Per il 2011 il Comune stanzierà 30mila euro, da rifinanziare nel 2012. Le valutazioni saranno condotte da un ente esterno  un’associazione specializzata in qualità della vita e politiche aziendali  che sottoporrà la ditta alla “revisione”. «Sarà valutata, spiega Tajani, anche la presenza di nidi e baby sitter aziendali a cui affidare i piccoli durante l’orario lavorativo».

E l’applicazione di orari flessibili che permettano alle madri, durante l’allattamento e i primi anni del bambino, di gestire famiglia e carriera. «Le aziende che otterranno la certificazione  dice l’assessore  saranno ripagate con premialità quando si presenteranno a bandi comunali per forniture di beni o servizi». Ossia, avranno un “bonus” in più nel momento in cui concorreranno per l’aggiudicazione del bando. «Lo scopo è aiutare non solo le donne, ma i milanesi in generale  spiegano da Palazzo Marino  e migliorare la qualità di vita di tutti i lavoratori».

Dall’inizio dell’anno alla consigliera di parità della Provincia, un avvocato specializzato in discriminazioni di genere, sono state presentate 45 segnalazioni di trattamenti vessatori al rientro dalla maternità. Numeri alti  in tutto il 2010 erano stati 62  a cui si aggiungono quelli dei casi arrivati davanti al giudice del lavoro: 14 si sono conclusi con una conciliazione o con sentenza di primo o secondo grado, sei sono ancora in corso. «A parità di incarico, le donne vengono pagate meno e solo il 18 per cento raggiunge i vertici dirigenziali  spiega l’assessore Tajani  nonostante siano la maggior parte dei laureati e dei dottorandi delle quattro università milanesi. Per questo devono essere tutelate, soprattutto dopo la maternità». Discorso valido anche per i neopapà, da coinvolgere, secondo l’assessore al Benessere Chiara Bisconti, «anche con soluzioni come il congedo di paternità, per distribuire i compiti all’interno della famiglia e aiutare davvero le mamme a conciliarla con il lavoro».

Via: repubblica di milano.it

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