Lavoro: il mobbing strisciante che spinge a dare le dimissioni

Cara Isabella, mi piacerebbe leggere un suo parere in merito una condizione in cui si trovano molti lavoratori e su cui sono passato di recente anche io. Il lavoro oggi giorno sappiamo tutti essere un bene prezioso e dobbiamo conservarlo con cura. Tuttavia ci sono situazioni a cui è impossibile far fronte. Come ad esempio un malessere causato dall’ambiente di lavoro… in particolare dal proprio capo. Un malessere che può arrivare a trasformarsi in depressione. Siamo abituati a sentire parlare di «mobbing» ma io preferisco chiamarlo col buon vecchio termine… maltrattamento. E non significa per forza fisico come spesso leggiamo sulla cronaca. Bensì il maltrattamento può essere viscido, mellifluo, nascosto, affilato… e spesso rasenta la legalità, impedendo quindi al dipendente di perseguire qualsiasi azione se non rassegnare le proprie dimissioni. Con tanto di capo chino. Questa condizione è terribile. Soprattutto per persone con il carattere come il mio, che sono amanti della propria professione. Lavoratori che sono felici il lunedì di iniziare la settimana. Che hanno sempre portato profitto e lasciato ottimi ricordi. E poi… arrivare ad avere la palpitazione mentre ci si reca al lavoro, svegliarsi la notte, piangere, «portare» a casa nella propria famiglia il malumore, la tristezza, l’ansia. E sapere con non esiste una soluzione. Tutto perché il proprio capo soffre di invidia. Fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote. Provoca un tale stress psicologico che arriva ad azzerare una persona. Fino al punto in cui ci si arrende o ci si ammala . E nel 2014 quando trovare un lavoro è divenuto pressoché impossibile lei cara Isabella cosa farebbe?
Edoardo Rabascini

Cosa farei? Cercherei di resistere, pensando che prima o poi passerà, è il mio carattere. Ma è impressionante quante storie simili alla sua sento in giro. Anche da amici e parenti. Penso per esempio a un ragazzo che conosco, serio, onesto e competente ma con un braccio e una gamba offesa, e dunque assunto nelle quote protette di una grande azienda, che viene quasi quotidianamente, in vari modi maltrattato dal suo capo; ma lamentarsi non osa, perché teme che poi verrebbe trattato anche peggio. Ai sadici della scrivania accanto augurerei di incappare a loro volta in un loro simile, di grado superiore. Tempo fa un’amica (prepensionata) mi ha raccontato di aver incontrato per strada un ex collega un po’ più giovane di lei che ai tempi mobbizzava crudelmente coloro che tentavano di opporsi al prepensionamento. Ebbene, passati un paio di anni, gli era toccato lo stesso destino e aveva assunto un’aria – mi ha riferito l’amica – grigia e vecchia e sconsolata.

Fonte: Corriere della Sera – Isabella Bossi Fedrigotti

Punto di Ascolto Mobbing Trieste

2 Responses to Lavoro: il mobbing strisciante che spinge a dare le dimissioni

  1. In Sicilia ( TP ) perdere il lavoro a 60 anni è davvero terribile… ma dopo averlo ritrovato, perderlo di nuovo dopo soli tre anni… è “semplicemente” catastrofico!… Questo mi è accaduto. La ditta dove ho lavorato dal 2001 sino al 2013 ( costruzione di depuratori e dissalatori ), mentre ero in ferie, nell’Agosto del 2013 mi ha dato il benservito, licenziato con una banale motivazione e per questo, quel datore di lavoro è stato già condannato a risarcirmi. Dopo un anno da quel licenziamento riesco a trovare nuova occupazione ( altra ditta ma stesso lavoro ), pensavo di aver risolto tutti i problemi lavorativi sino alla pensione, mi sbagliavo di grosso!… Dopo aver riversato il mio know how ( molto specialistico ) in questa nuova ditta, ecco che cominciano i comportamenti a dir poco strani, io chiedevo di aver riconosciuto ( e quantificato ) il mio apporto tecnologico in questa nuova ditta ma.. picche!… ” Tu qui non hai portato nulla”… mi son sentito dire; poi, a seguito mie insistenze, sono riuscito a spuntare una specie di premio di produzione… ma era solo una presa in giro, solo pochi euro iniziali e poi nulla più. Al mio rifiuto di ulteriore apporto di know how… il “dialogo” tra il sottoscritto e la ditta ( due titolari) è diventato impossibile, alla fine ( i primi di Marzo 2017), hanno trovato il modo e la maniera per licenziarmi ” per incompatibilità aziendale…”( mi pressavano a che io realizzassi un nuovo prototipo senza che mi avessero fornito i dati specifici, dovevo partorirli dalla mia mente li per lì, di fatto, dovevo mettere in pratica un nuovo progetto ed io temendo “aggressione” ho fatto arrivare i Carabinieri ). A vedere tutta la questione da un punto di vista distante, io riesco a vedere il loro comportamento da mobber subdoli e pianificatori.. di fatto, loro stanno continuando a produrre per merito del mio know how ed io… a 64 anni sono nuovamente a spasso!..

    • Giulia Balestra says:

      Gent.mo,
      se ha piacere di ricevere assistenza da parte del nostro centro, per quanto possibile data la distanza, la invitiamo a contattarci telefonicamente al seguente numero 040 3798650 oppure ad inviarci un’e-mail al seguente indirizzo: info@benesserelavoro.it

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