Puramente interpersonali come per esempio diffamare, trattare in modo sprezzante, assumere toni e comportamenti minacciosi, non salutare, negare il colloquio, rendere difficile la collaborazione all’interno di un gruppo di lavoro, creare un clima di diffidenza, di pericolo, di sospetto, eccetera..
Azioni che comportano conseguenze dirette e rilevanti sulla posizione lavorativa e sulle possibilità di svolgimento del lavoro del soggetto colpito: negare diritti contrattuali, non assegnare compiti lavorativi o viceversa, sovraccaricare di lavoro; demansionare senza motivo, privare di strumenti di lavoro, dequalificare, trasferire ripetutamente in modo ingiustificato, modificare senza necessità o senza preavviso i turni e/o gli orari, impedire o rendere difficile l’accesso a informazioni lavorative, iniziative formative e/o di aggiornamento, esercitare forme esasperate di controllo…
Molestie sessuali: sono soprattutto le donne a subirle: si tratta di azioni o comportamenti indesiderati, fisici o verbali, con espliciti riferimenti sessuali percepite, da chi le subisce, come un’offesa alla propria dignità e alla libertà personale. Può trattarsi di battute o di gesti volgari, apprezzamenti offensivi, attenzioni o proposte insistenti e indesiderate fino a un vero e proprio ricatto sessuale, e cioè una richiesta esplicita di prestazioni sessuali – anche accompagnate da minacce – dalla cui accettazione dipende una decisione riguardante il lavoro.