Sostegno

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Le fasi del percorso di sostegno

Nella fase iniziale l’operatrice, dopo aver fatto sottoscrivere il Consenso Informato alla Persona, raccoglie le informazioni relative al disagio vissuto nel contesto lavorativo. Al fine di dare valore all’esperienza biografica ­ e per favorire la sistematizzazione di tutte le informazioni raccolte viene utilizzata una scheda che rappresenta il principale strumento di supporto al processo in atto.

Dopo aver concluso la prima fase, viene effettuata un’analisi collegiale al fine di decidere il percorso di approfondimento più adeguato, tenendo conto di eventuali preferenze o necessità espresse dalla Persona durante il colloquio di accoglienza.

Durante gli incontri di approfondimento la Persona, che rimane sempre al centro del processo relazionale e decisionale, viene sostenuta nella ricostruzione degli eventi relativi al rapporto di lavoro e di tutti gli elementi che hanno costituito il disagio lavorativo, congiuntamente ad un’analisi delle strategie di coping messe in atto dalla Persona.

Il percorso si conclude con la fase di orientamento e sostegno, sulla base di quanto emerso dai colloqui effettuati con il team di specialisti; alcuni esempi di indirizzo:

  • il sindacato in caso di presunte violazioni di diritti contrattuali;
  • la Consigliera provinciale di parità nel caso si ravvisino discriminazioni di genere;
  • il Centro antiviolenza e/o la rete dei Servizi Sociali se la Persona ha subito molestie a sfondo sessuale;
  • il CSM (centro di salute mentale) per eventuali approfondimenti psichiatrici;
  • altri professionisti (avvocato, medico, psicoterapeuta), esterni al Punto di Ascolto, in grado di approfondire le necessità della Persona, accompagnandola alla risoluzione del caso;
  • altre strutture specializzate in molestie e stress lavoro correlato in regione o fuori regione;
  • un percorso di empowerment e/o di formazione mirata.

Questi suggerimenti possono essere un “valido supporto all’orientamento dell’utente verso strategie e percorsi personalizzati di uscita dalla condizione di disagio” (Regione FVG, 2009).